Accompagnamento nel fine-vita

La mia esperienza di lavoro in Hospicefine-vita come fisioterapista per 7 anni,mi permette oggi di spiegare l’importanza della Presenza e dell’Attenzione nell’accompagnare i pazienti al fine-vita e di quanto questi due elementi siano fondamentali nel modo di avvicinarsi al malato da parte dei familiari e degli operatori sanitari.

Chi sta vicino al paziente, chi intende accudirlo, deve mantenersi stabile,in una disponibilità priva di sovraccarichi emotivi e di angosce, per curare ogni gesto terapeutico con attenzione, senza subire contagio emozionale e senza identificarsi nella sofferenza del paziente.

 beyond-1157000_1920

L’operatore, consapevole di ciò che avviene nelle varie fasi della relazione, riuscirà a percepire tutto ciò che si stabilisce fra sé e i familiari, fra questi ultimi ed il paziente, fra sé ed i colleghi, riuscendo a rettificare, di volta in volta, i possibili squilibri che i verificano ad ogni stadio della malattia.

Stare vicino a chi soffre implica un impegno personale nel conoscersi e percepirsi: chiedersi quale motivazione l’abbia spinto a fare questa scelta; riflettere su di sé per chiedersi come si vede e si sente rispetto all’altro ed essere in grado di vedere e di sentire l’altro; esercitarsi nel rendersi conto della sofferenza dell’altro distinguendola dalla propria; rispettare l’altro come persona, i suoi ritmi, le sue esigenze. Comprendere che, nell’atto del prendersi cura di una persona che sta attraversando gli ultimi momenti della vita, ci apriamo all’ascolto di noi stessi e dei nostri limiti.

Allora possiamo accorgerci che è un’occasione importante d’incontro, che ci serve per crescere a livello umano e ci avvicina al senso profondo che noi diamo alla vita, cercando di arricchirla di senso anche per quella persona che soffre.

Quali sono i bisogni di un paziente alla fine della sua vita? I bisogni sono spirituali, di condivisione, di ascolto,di conforto per alleviare il dolore, valutandone il grado di tolleranza e lasciando che una persona competente intervenga con le modalità adeguate.

Nella fase di fine-vita è importante che ogni operatore assuma la consapevolezza dei propri atteggiamenti nei confronti della morte e del morire, che sia in grado di relazionarsi con la famiglia del morente e di lavorare insieme a tutti i componenti dell’equipe di cura per confrontarsi e sostenersi psicologicamente.