Metodo Resseguier

Questo Metodo prende il nome da colui che l’ha scoperto e sviluppato nell’arco di 30 anni.
É stato presentato negli anni ’80 e prende ispirazione dal pensiero del filosofo Merleau Ponty(1908–1961), la cui principale opera s’intitola “Fenomenologia della Percezione”.imagesMETODO RESSEGUIER IMMAGINE
Il suo pensiero considera il corpo come evidenziatore degli stati di coscienza, perciò Jean Paul Resseguier fa riferimento al “Corpo Sensibile” che offre la possibilità ad ognuno di riconoscersi nella propria realtà individuale e differente da quella oggettiva.

La percezione è alla base dell’approccio fenomenologico e già M-Ponty affermava che ” il corpo va ben oltre ciò che vediamo,tocchiamo, sentiamo: è l’esperienza che ci mostra come Interno Soggettivo ed Esterno Oggettivo possono mescolarsi vicendevolmente”.

Lo scopo del Metodo è quello di affinare la sensibilità dei terapeuti e dei pazienti e di favorire il potenziamento della coscienza.

Durante una seduta il paziente viene a contatto con il suo mondo interno e diventa sempre più capace di percepire ciò che cambia nella sua fisiologia perché, in sostanza, è molto più presente a se stesso ed è sorprendente constatare le differenze fra le posizioni percepite dal soggetto e quelle viste dall’osservatore-testimone esterno.

Viene da chiedersi dove si trovi la realtà e quale-fra le due- si debba considerare come tale.

Si può fare il confronto con un’alterazione fisiologica causata dalla distorsione di una caviglia: chi ha subito il trauma avrà una totale alterazione dei dati percettivi della parte lesa, rispetto a quella sana, pur nell’assenza di qualunque evidenza oggettiva (almeno all’inizio).

Per questa ragione Merleau-Ponty affermava anche : “non è mai il corpo oggettivo che viene messo in movimento, bensì il corpo fenomenale prima di tutto…”e :…”i fenomeni sensibili sono da considerare nostre realtà interne che ci mettono in contatto con noi stessi..”

Nell’approccio di questo Metodo, si apre il “campo fenomenale”, perciò si entra in relazione con l’altro seguendo certe premesse e si permette al paziente di incontrare coscientemente gli elementi sensibili che contraddistinguono la sua esistenza e che lui stesso può esprimere e verbalizzare.

Le sensazioni raccolte sono di vario tipo: temperatura, peso, volume, lunghezza, spessore, ma anche posizioni nello spazio, forma globale del corpo e anche stati d’animo procurati da queste percezioni.

Lo scopo del Metodo è quello di affinare la sensibilità dei terapeuti e dei pazienti e di favorire il potenziamento della coscienza.

In nessun caso dobbiamo essere influenzati dalla nostra visione oggettiva o soggettiva dell’altro per procedere nell’incontro con il paziente, piuttosto il nostro atteggiamento neutrale ci permetterà di incontrarlo in modo più vero, più intimo e soprattutto nella sua realtà, in una relazione dove ognuno mantiene la propria individualità (tutto questo implica che il terapeuta abbia sostenuto un iter formativo personale).

Parlare della relazione fra terapeuta e paziente richiede anche una precisazione sul concetto di Riabilitazione, che non si riferisce qui al tradizionale concetto di “Cura” sulla zona dolente o sulla specifica parte del corpo che presenta la patologia, bensì al corpo nel suo insieme, inscindibile dall’aspetto psico-emozionale.

Una seduta implica uno stato di Attenzione Totale da parte del terapeuta, che assumerà una postura affermata, stabile , vigile, premessa essenziale per creare la qualità dell’incontro e stimolare nei tessuti del paziente una dinamica interna che modificherà la sua fisiologia.

Questo lavoro trova la sua efficacia nei più svariati campi di applicazione:

da quello socio–educativo a quello sanitario (pediatria, neonatologia, neurologia, reumatologia, cure palliative).